
Me
Ho guardato dentro allo specchio e ho scoperto di possedere ali nere e un cappello
I love
Dark. Amore. Sacrificio. Tragedia. Follia. Poesia. Ironia. Adrenalina. Decadenza.
I hate
Razionalismo. La moda attuale. Moralismo. Conformismo. La superficialità . I glitter. Gli abiti fluorescenti.
/>In my mind
Music
Dark, ebm, anni '80 in generale.
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Avete sbagliato sito in:
La frase:
Soffri e sii grande.
Credits
*Immagini e brushes sono COPYRIGHT dei rispettivi autori
Si ringraziano* DjSMuZ and BeppesAngel per la realizzazione del template
*Splinder per l'hosting
Noi siamo la pecora nera della famiglia.
Noi siamo gli artisti maledetti.
Ho sognato di baciarla. Eravamo in una piccola stazione semideserta, io parlavo a testa alta, gli occhi severi nei suoi
maledettamente brillanti.
Indossavo pantaloni in pelle morbida e nera, anfibi, una cintura dalla fibbia a forma di manette, una maglietta nera aderente dalle maniche lunghe fino al pollice. I capelli erano rosso scuro, raccolti in una lunghissima coda ondulata. Al collo, un collare. Labbra nere, lucide, occhi truccatissimi.
Io parlo e lei sorride. Face to face. Io altissima e lei bassina. Mora. Vestita con un abitino rosso e nero col pizzo. Una principessa gotica. Che parla con un vampiro.
Questo penso mentre parlo di non so cosa. Gli occhi cupi e le labbra piegate all’ingiù.
Ad un certo punto lei indietreggia fino a poggiare le spalle contro una colonna in cemento. Smetto di parlare. Mi cinge il fianco con una mano e mi porta davanti a lei. I miei occhi si addolciscono un poco. E’ come se la gente intorno a noi avesse smesso di camminare, di parlare
Solo noi in questa squallida stazione sotto il cielo meravigliosamente nuvoloso.
E. Mi bacia. A stampo. Assumo un’ espressione tra il confuso lo stupito e il felice.
Decisamente un’ espressione idiota. Lei ride di gusto.
“Fumiamo Isael.”
Noi siamo i diversamente sensibili.
Noi siamo gli esteti.
Noi siamo i nuovi decadenti.
Fumiamo l’intera sigaretta fissandoci negli occhi. Poi lei allontana lo sguardo e getta il mozzicone per terra. Lascio che il mio mozzicone quasi mi ustioni le dita, poi lo lascio cadere. Lei mi getta un’occhiata maliziosa, io che non ho mai smesso di guardarla mi getto con tutta la mia pesantezza oscura su di lei e la bacio con foga, stando attenta a non segnarle il viso con i miei artigli. Dopo un paio di minuti lei prende con un certo nonchalance il mio pollice e si mette a succhiarne l’unghia nera e appuntita. Sorride, e qualcosa dentro di me muore.
Poi mi volto, un signore distinto in abiti impeccabili ci sta osservando stupito. Lo fulmino con lo sguardo, digrignando i denti…
“Lascia stare sweety” sussurra lei. E mi bacia la guancia.
Noi siamo i moralmente inaccettabili.
Noi siamo gli scheletri nell’armadio.
Arriva il treno, il suo treno. Lei sale il primo gradino e, tendendomi la mano:
“Vieni con me.”
“Non posso, lo sai.” Lei ride, e commenta aspramente:
“No, non lo so perché non puoi. E non mi interessa. Ma so che VUOI, e questa è l’unica cosa che conta.” Mi guardo intorno, persa. Spaventata come molti di quei visi anziani che mi stanno fissando.
“Vieni via con me Isael.” Al diavolo, penso. Le prendo la mano e scompariamo nel treno.
Noi siamo gli irrazionali.
Noi siamo gli insostenibilmente leggeri.
Tutto il resto, è noia.
Una bustina di plastica arrotolata su un pezzetto che sembra gesso. Una bustina di plastica arrotolata su un pezzetto di terra o qualcosa di simile.
Sono quasi le due e vorrei dormire, opto per la seconda.
Estrai la cartina. La sigaretta. Strappa un rettangolino ricavato dal biglietto della metro e arrotolalo a “S”. Preleva un piccolo pezzo di terra. Gira la cartina (scrivo mentre eseguo), appoggiala, scalda la terra. Per fortuna è buona, si sgretola con niente e profuma di buono.
Tieni aperto il palmo.
Cacciati il filtro di carta in bocca. Bagna con la lingua la sigaretta, metti metà tabacco nella mistura di terra. Mescola. Arrotola nella cartina col filtro. Pressa sbattendo la sigaretta home-made per terra, ovviamente dalla parte del filtro. Fuma.
Buona visione…………………………
Rileggo l’ultimo sms ricevuto stanotte. Così bello che l’ho salvato.
E io….
Oh, io sono proprio una stronza. Anzi, una STRONZA. Prima verità.
Una stronzetta completamente nuda e depilata nel suo letto matrimoniale, un angolo di lenzuolo sporco addosso. Un ex alcolizzata. Una che va avanti ad antidepressivi cazzi e fighe. Una che è meglio non incontrare da soli. Una bamboccia. Troppo grande per giocare ancora coi bambini, troppo fessa per convivere assieme agli adulti.
…..comincio a crollare di sonno…
Questa schizzata psicopatica ninfomane ora ha preso il cellulare…OH NO, QUALCUNO LA FERMI!!!! ….La psicobambocciona indubbiamente strafiga sta scrivendo un messaggio, non al mittente dell’ultima missiva ma, ebbene sì, ad una persona alla quale sta pensando che non ha a che fare alcun modo con la sua vita sessuale o con la sua cerchia più intima. LUNGI OH SIGNORE DAL FARLE RISPONDERE!!!
…
…
Inviato.
Ho scritto,Io… ti sto pensando.
Proprio così, coi puntini.
…
Ha ricevuto una risposta, e infatti ahimé la bestiola rosea si sta rotolando sul letto ridendo e fumando quel coso.
Questa pericolosa creatura vive tra noi.
Questa creatura vi sconquasserà il mondo, non permetteteglielo.
Questa creatura ha un solo punto debole, L’ AMORE. Ma dev’essere un’amore puro e grezzo, folle e assurdo nonché immotivato e dannoso alla società.
Solo allora (MAGARIIIII!), allora essa cadrà. Si ferirà, diventerà piccola e vulnerabile.
Per uno sputo di questo amore lei darebbe la vita.
Notte a tutti…
Pargoli.
Sweety!
Regalatemi qualcuno a cui dire Ti Amo…
Qual è il confine?
Giusto e sbagliato.
Legale e illegale.
Bene e male.
Abitudine e vizio.
Ho perso il mio boccone di mela.
Il serpente si è dileguato lasciandomi senza risposte.
Senza qualcosa per cui combattere.
Non volevo questo...penso, mentre inalo la mia dosa quotidiana di scacciapensieri, mentre mi mordo la lingua soffocando un grido. Osservo i segni sotto l'inguine ridendo, e mentalmente mando al diavolo il Citalopram. Conto le banconote nel portafoglio meccanicamente e meccanicamente estraggo una sigaretta dal pacchetto.
Il punto è che non so nemmeno se mi diverto.
Di sicuro non ho voglia di piangere.
Il punto è che mi sento innocente come un bambino che mostra il pisellino alla sua amichetta.
Il punto è che ho guardato i suoi occhi e mi sono sentita
piccola persa disperatamente felice e infelice.
Sospirato da... MistressIsael
...nel agosto 06, 2009 18:14
commenti (3)
Avevo diciassette anni e il mondo
pareva una vecchia scatola rivestita di pelle nera
consumata, appena scoperta sotto il fico in giardino.
Avevo diciassette anni e vivevo come se fossi
la protagonista immortale di un telefilm
dalla colonna sonora lugubre, terrificante, magnifica.
Avevo diciassette anni e l'altro non era
che uno schizzo in un quadro non definito
uno specchio senza parola
dalla cornice, talvolta, assolutamente sublime.
Luce. Il sole? No, lampo.
Destinato inevitabilmente a tuonare.
Poi, ancora il buio.
Sono passati sei anni e il mondo
pare una vecchia scatola rivestita di pelle nera
consumata, abbandonata sotto un albero in giardino.
Sono passati sei anni e vivo come se fossi
un personaggio anticonformista di un telefilm
dalla colonna sonora lugubre, terrificante, magnifica.
Dopo sei anni l'altro è divenuto
il significato segreto di un quadro,
lo specchio in cui vorrei riflettermi
avvolto da una cornice tristemente, meravigliosamente sublime.
Sospirato da... MistressIsael
...nel luglio 22, 2009 23:32
commenti (1)
Dicebas quondam solum te nosse Catullum,
Lesbia, nec prae me velle tenere Iovem.
dilexi tum te non tantum ut vulgus amicam,
sed pater ut gnatos diligit et generos.
nunc te cognovi: quare etsi impensius uror,
multo mi tamen es vilior et levior.
qui potis est, inquis? quod amantem iniuria talis
cogit amare magis, sed bene velle minus.
Un tempo, o Lesbia, dicevi di conoscere soltanto Catullo,
e di non volere nemmeno Giove al posto mio.
Allora ti ho amato non tanto come il popolo ama un’ amante
ma come un padre ama i figli e i generi.
Ora ti ho conosciuto: perciò anche se ardo più intensamente,
tuttavia per me sei molto più vile e inconsistente.
Come può succedere, tu dici? Perché una tale offesa costringe
un amante ad amare di più ma a voler bene di meno.
(Catullo)
Sospirato da... MistressIsael
...nel luglio 12, 2009 23:08
commenti
Perché è la perdita la misura dell'amore?
(J. Winterson)
Mi sento orfana.
Lui ha un'altra per la testa, a me non la racconta giusta.
Voglio tornare a vivere.
Senza tutto quell'alcol, senza attacchi di panico, senza le merde chimiche che sto prendendo.
E...
Ho voglia di amare. Amare con tutta me stessa.
Chissà cosa ha in serbo per me il destino.
(Se la vita è una bilancia, la fortuna ha un debito con me grande come una casa. Che non ho, ora, per altro.)
Sospirato da... MistressIsael
...nel giugno 19, 2009 22:11
commenti (3)

Sono le ore sette e ti devi svegliare. Prendi la sveglia e la punti 10 minuti dopo.
Sono le ore sette e dieci e ti devi svegliare. Ti accorgi che la stanza gira. Prendi al volo la sveglia, la spegni, resti sul letto, immobile.
Sono le ore sette e trenta.
Tu non riesci a deglutire, ti pare un'impresa impossibile.
Se chiudi gli occhi senti il cuore e il suo battito frenetico, se li apri la stanza gira gira gira. Non sai cosa sia peggio.
Sono le ore otto e mezza, dovresti essere a lavorare.
Puoi sentire il sangue scorrere in tutte le vene. Sei a bocconi sul letto, grondi sudore, l'idea di provare ad alzarti non ti sfiora.
Prendi la medicina. Immagini di averla presa, in verità sei ancora immobile.
Ti alzi. Immagini di esserti alzata, in realtà solo la mano si è mossa, con un piccolo tremito.
Ti accorgi che non sai più se sei sveglia o se dormi. Se respiri o se sei svenuta.
Sono le dieci e non ti sei mossa.
Sono le undici e ancora non hai dormito.
Sono le dodici e ignori il cellulare che ogni tanto vibra.
E' l'una e, finalmente, ti addormenti. E' l'una e mezza e hai riaperto gli occhi.
..
...
....
Alle due il cuore ti concede qualche minuto di tregua, allora ti alzi in pieno panico e afferri la medicina. Uno due tre decine di gocce. Resti seduta sul bordo del letto e tutto ciò che riesci a pensare è
che schifo.
Che schifo.
Lo dici una due tre decine di volte.
Non mangerai, forse ti farai una doccia e ti vestirai, in quel caso andrai dal medico per farti dare l'ennesima dichiarazione di malattia con la simpatica dicitura
"Attacco di panico"
Che schifo.
Sospirato da... MistressIsael
...nel maggio 26, 2009 16:25
commenti (2)
la situazione qua è crollata. Hai presente quando vorresti solamente chiudere gli occhi e svegliarti dopo sei mesi? Ecco. L’aria che si respira in casa, da circa due settimane, è di falsa quiete. Come un cielo denso di nubi nere che aspetta solo di far piovere. Guardo questo cielo e penso “dai, pioggia, scendi, forza fulmini, vi aspetto” eppure… eppure niente. L’esperienza mi ha insegnato ad essere paziente, ma esserlo non significa (purtroppo) saper restare indifferenti. Annie mi ha chiesto “Posso fare qualcosa per aiutarti?”. Come rispondere se non ho la più pallida idea di come affrontare il problema? Guardo in faccia il nemico e tutto ciò che faccio è aspettare…
Piena campagna, io ed un ragazzo che so essere il mio compagno di avventura (da sveglia l’ho identificato con mio fratello) stiamo cercando dei preziosi frutti rossi che crescono su lunghe piante a stelo in mezzo al grano. Il mio compagno-fratello mi avverte che, a volte, si può imbattere in una particolare specie di vipera, golosissima di quei frutti, la vipera-drago, velenosissima. Un solo morso e sei morto nel giro di un paio di minuti. Raccogliamo un po’ di frutti, ed ecco, mi pare di vedere un serpentello giallo dal viso triangolare che sfuma in rosso intorno alla bocca. Ha una cresta dalle venature rossastre intorno alla testa. Sta dormendo, allora retrocedo di qualche passo, ma ecco, spezzo un rametto con la scarpa e la vipera-drago si sveglia. Di colpo me la ritrovo eretta, sibilante, minacciosa, a neanche un metro da me. Non oso respirare. La vipera-drago spalanca la bocca mostrando quattro denti bianchissimi e acuminati, e…
“Ho paura” sussurro, e lui “Resta immobile se non vuoi morire.” Deglutisco. La vipera è davanti a me, sibilante, la bocca aperta.
“Ora…” dice il compagno-fratello “..ora voltati, piano piano, mostrale la schiena.” Sto per dirgli che non ne ho il coraggio, ma prima che io pronunci qualcosa, lui:
E io mi fido. Mi volto, lentamente. Resto circa un minuto con la schiena di fronte alla vipera. D’un tratto non sento più sibilare. Sudo freddo immaginando quella cosa attaccata al mio polpaccio, invece…
amo la mia musica perché solo quelle note si sposano col mio animo.
La violenza genera violenza. Questi segni freschi sui miei polsi non sono nulla rispetto allo squarcio che ho sul cuore.
Non capisco tutto questo odio represso che sfocia in urla e mani che s’abbattono nei miei confronti.
Non piango più. O è comunque pianto la lacrima dura che scivola dall’angolo dell’occhio?
Per un attimo ho pensato di… poi, la mia musica: JUST REMEMBER, DEATH IS NOT THE END. E’ durato una frazione di secondo. Una sola frazione di secondo. L’attimo più terribile di tutta la mia vita…
(La vita mi ha insegnato ad amare. Mi ha insegnato a piangere. Mi ha insegnato ad avere pazienza. Ad avere coraggio. Forse, ora la vita mi sta insegnando ad odiare…)
Not the end.
E’ possibile avere sotto i piedi l’inferno e tuttavia vedere il paradiso di fronte a sé? E’ possibile.
Grazie Cri, e grazie a te, Annie, neonata luce nel mio antro.
"E se il rimedio fosse altrove? Non nella ricerca esasperata di senso come vuole la tradizione giudaico-cristiana, ma nel riconoscimento di quello che ciascuno di noi propriamente è, quindi della propria virtù, della propria capacità, o, per dirla in greco, del proprio daìmon che, quando trova la sua realizzazione, approda alla felicità, in greco eu-daimonìa?" (U. Galimberti, L'ospite inquietante)
"Com'è che ogni volta che ti vedo sei sempre più nera?"
"Da quando hai lasciato Vignola sei ancora più dark..."
"Non ti avrei riconosciuta se ti avessi visto per strada!"
Però.
"Sei in splendida forma!"
"Invece che invecchiare ti fai sempre più bella!"
"Stai meglio ora."
(In compenso una volta non avevo tutti questi problemi di salute)
""Tutto quello che non mi fa morire, mi rende più forte," scrive Nietzsche. Ma allora bisogna attraversare e non evitare le terre seminate di dolore. Quello proprio, quello altrui. Perché il dolore appartiene alla vita allo stesso titolo della felicità." (U. Galimberti, L'ospite inquietante)
Mollate le redini, tutte le ombre che ospitavano la mia mente stanno danzando di fronte ai miei occhi. Non ho paura. Qualunque cosa succeda, sono già vestita a lutto...
"Il piacere dell'anestesia è il più sottile dei piaceri, forse il più insidioso, senz'altro il più diffuso. Lo incontriamo ogni volta che accendiamo una sigaretta per attutire noia o stress, piccoli indizi della fatica di vivere, ogni volta che ci affidiamo all'alcol per liberare quanto siamo costretti abitualmente a reprimere. Tutto ciò avviene quando si è detto sì alla vita e ci si vuol solo sostenere per mantenere la promessa. Quando invece alla vita si è detto di no, senza neppure bisogno di dirlo perché è la vita stessa a non essere mai sorta come passione, allora si cerca un piacere anestetico più forte, che vuol dire cercare un modo qualsiasi per non esserci."
Fortunatamente, per quanto ne pronunci poche, mantengo sempre le mie promesse.
Ho più a cuore la mia salute mentale che il mio corpo, preferisco di gran lunga un bel viaggio ad un lungo viaggio.
"Occorre ripristinare una cultura che non si ponga, rispetto alla morte, in un rapporto di semplice opposizione, che non la percepisca solo come la massima patologia del corpo, ma anche come una esperienza di trasformazione dell'anima, e che non cerchi di negarla, sentendola solo come fine, ma la valuti anche, simbolicamente, come inizio. La società in cui l'iniziazione aveva un ruolo istituzionale era anche una società in cui la morte aveva un posto ufficiale." (L. Zoja, Nascere non basta. Iniziazione e tossicodipendenza.)
Buffo perché...il destino mi aveva già posto sulla strada giusta mentre io ingenuamente continuavo a guardare fuori dal mio antro la vita scorrere, lottare, affannarsi alla ricerca di qualcosa che non capivo.
Sia chiaro, non so dove vado. Ho sollevato la mia croce e mi sono rimessa in cammino. La curiosità e il divertimento che accarezza il cuore sono i segnali che sto incontrando lungo questo tragitto, quando smetterò di incontrarli non mi fermerò più sul ciglio piangendo la strada compiuta...
Semplicemente
Cambierò direzione.
(Avete mai notato quanto siano luminose le stelle nelle notti più buie, quando non c'è un solo lampione, un solo faro, a schiarire la notte?)
Sospirato da... MistressIsael
...nel aprile 07, 2009 16:59
commenti (5)